...SE UCCIDI CAINO...
Mi sono ritrovato ultimamente a leggere su alcuni siti dei post che riguardano la pena di morte, soprattutto a seguito dei fatti che sono accaduti recentemente come il carabiniere ucciso da alcuni rapinatori ad Umbertide.
Ebbene ho letto messaggi molto duri, tanti inneggianti alla pena di morte in Italia, mentre altri più miti, a favore di pene più certe .
La mia coscienza mi dice che uccidere è sempre sbagliato, anche quando lo fa lo Stato.
Il dolore di chi ha perso il proprio caro non si estinguerà certamente una volta fucilato l'assassino; sicuramente la vittima di un assassinio non avrà più nulla da chiedere, nè giustizia nè vendetta...
Il nostro ordinamento prevede il recupero di qualunque persona compia un reato, non è quindi punitivo o vendicativo. Forse è più giusto migliorare questi aspetti piuttosto che costruire una forca.

10 Comments:
io mi chiedo piuttosto i giornalisti xkè su un giornale di quelli gratis tipo "city" "metro" ecc...mettano addirittura le immagini di queste esecuzioni...quando poi questi giornali vengono distribuiti gratis all entrata delle metro e ovviamente i giovani che vanno a scuola leggono e guardano...certo magari così guardando le immagini si rendono conto...ma non è detto...xkè guardare queste cose a lungo andare non fa piu effetto e quasi viene vista come una "normalissima punizione"...bisognerebbe pensare...prima di stampare...
05 febbraio, 2006 11:43
Secondo me è giusto che chi commette reato paghi la pena in carcere...è giusto il recupero...probabilmente sarebbe il metodo più efficace...se però venisse attutato correttamente: il colpevole deve scontare realmente la pena e fare ciò che deve.Non deve essere lasciato in libertà dopo poco tempo...questo non varrebbe nulla...
Quanti escono di prigione e ricomettono gli stessi errori?
chiocciolina
05 febbraio, 2006 12:59
Sono d'accordo con entrambe, nel senso che effettivamente da un lato i giovani, ma anche chi è più avanti con gli anni, ormai stanno diventanto sempre più insensibili a certe immagini o notizie, è come se gli si stesse indurendo il cuore.
Dall'altro sono d'accordo con chiocciolina che non c'è un efficace controllo sul recupero dei carcerati, i quali spesso sono lasciati a sè stessi. Su questo tema parlo anche per esperienze dirette, visto che i miei genitori fanno volontariato con gli immigrati , nei dormitori, e nelle carceri.
Ebbene, molti carcerati che escono di prigione (anche se hanno scontato tutta la pena), spesso si ritrovano emarginati dalla società, senza un lavoro, una casa o dei parenti (vi sono tanti casi nei quali vengono abbandonati da mogli e figli).
Lo Stato fa poco nel reintegrarli nella società e i volontari hanno pochi mezzi...
05 febbraio, 2006 15:01
ma si alla fine come in tutte le cose c'è chi è pentito e paga la pena "dentro" e "fuori"...chi invece non è per nulla pentito e se ne sbatte sia del dentro che del fuori e continua per la sua strada...
credo che una soluzione a questo dilemma...non ci sia...l'essere umano non è standard...purtroppo...o forse per fortuna...dilemma anche questo...
05 febbraio, 2006 20:24
Si anche secondo me in fin dei conti è cosi...un buon contributo al recupero viene sicuramente dalla buona volontà dell'individuo...perciò chi vuole recuperare lo fa, chi no continuerà la sua "brutta" strada...allo stesso tempo una legge deve pur esistere per regolare i reati..
chiocciolina
Sara
05 febbraio, 2006 21:42
Un momento, il carcere non serve nè per fare pentire (ottica cristiana del peccato) né tanto meno per far soffrire, per far espiare un colpa (ottica medioevale), il carcere serve per rieducare alla società: non è nè una multa nè un ave maria e un atto di dolore. Per questo motivo non solo è criminale la pena di morte ma anche l'ergastolo.
Il dolore di chi ha perso qualcuno è innegabile come sarà innegabile la loro rabbia nei confronti dell'assassino, ma lo Stato è un'altra cosa che non può essere il giustiziere di nessuno.
milton
06 febbraio, 2006 10:33
sono d'accordo con tutti voi, e soprattutto con te milton.
ma quando ti ammazzano, violentano, picchiano, distruggono una persona che ami, è dura non volerlo vedere morto. è davvero tanto dura...
06 febbraio, 2006 10:42
certo che è dura, ma lo Stato non deve ragionare come il singolo ma appunto come una società.
06 febbraio, 2006 16:18
e tu milton sei davvero convinto che alcune tipologie di persone possano essere "recuperate" o "rieducate"?
07 febbraio, 2006 17:34
vale la pena di tentare non trovi? seriamente nessuno lo ha fatto e comunque sì sono convinto: nessuno nasce cattivo!
Bello, Francesco quel nessuno nasce cattivo te lo vendo come titolo del vostro prossimo singolo...
07 febbraio, 2006 21:45
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